Terapia oligo-catalittica

OLIGOELEMENTI

Se il ruolo degli oligoelementi ha potuto essere esattamente fissato in un certo numero di casi, come ad esempio, nei fenomeni di ossidazione intracellulare, è anche vero che il loro meccanismo di azione, in altri casi, rimane ancora non completamente approfondito: impegnati in molecole organiche molto variate, intervengono infatti...

OLIGOELEMENTI

Se il ruolo degli oligoelementi ha potuto essere esattamente fissato in un certo numero di casi, come ad esempio, nei fenomeni di ossidazione intracellulare, è anche vero che il loro meccanismo di azione, in altri casi, rimane ancora non completamente approfondito: impegnati in molecole organiche molto variate, intervengono infatti in molteplici reazioni.

La materialità della loro azione è così evidente che ha permesso di stabilire le basi di una terapeutica particolare, capace di oggettivare una nuova medicina ed una nuova patologia, di carattere essenzialmente funzionale.

I primi preparati oligocatalitici italiani destinati alla medicina umana e animale sono stati realizzati dai nostri laboratori, specializzati in questo nuovo settore. Sono ampiamente prescritti oggi sotto il nome di OLIGOL sinonimo di un insieme di garanzie che di seguito elenchiamo.

CHE COS’È UN OLIGOL?

È un soluto che comprende uno o più “oligoelementi” e “forma catalitica” che caratterizza gli OLIGOL ed assicura loro l’efficacia terapeutica. Non tutti gli oligoelementi sono obbligatoriamente dotati di potere catalitico, la presenza di tracce di “veleni della catalisi”, oppure la sua concentrazione anomala, possono essere alcuni motivi che possono togliere loro ogni attività.

Nonostante al relativa anzianità della scoperta delle nozioni di catalisi e di oligoelementi, è solo molto più tardi che abbiamo potuto utilizzare le possibilità terapeutiche aperte da questa via. Le difficoltà di realizzazione di preparazioni stabili e attive hanno complicato lunghe ricerche prima di ottenere la forma stabile che caratterizza gli OLIGOL.

VERIFICA IN BIOLOGIA VEGETALE

Raulin, Pasteur, Bertrand, Javillier... per citare solo i principali, hanno messo in evidenza l’influenza considerevole delle tracce di metalli sullo sviluppo dei microrganismi.

Così, per esempio, in assenza totale di manganese in una cultura, alcune muffe (Sterigmatocystis Nigra) non possono assolutamente svilupparsi. Una concentrazione di 10 permette lo sviluppo, ma non la riproduzione.

Con 10 applicazioni si ottengono i primi conidi gialli, ma serve arrivare ad una quantità del 10 per ottenere la formazione di conidi neri, unici riproduttori della specie. Aumentandone progressivamente la concentrazione, si favorisce la crescita fino ad un certo valore al di là del quale si ha una diminuzione dell’effetto.

Tuttavia, al di là di una certa concentrazione critica, un oligoelemento può manifestarsi con degli effetti inibitori sfavorevoli, o addirittura con un’azione opposta a quella che presentava con una bassa concentrazione.

Numerosi lavori effettuati nel mondo intero hanno confermato il ruolo indispensabile di alcuni minerali, generalmente presenti in tracce nei tessuti viventi: gli oligoelementi.

COME PUÒ AGIRE UN OLIGOELEMENTO?

Tutti gli organismi viventi abbisognano per assumere le loro diverse funzioni della presenza di metalli, il più delle volte agli stati di tracce.

Gli ioni metallici come il rame, il cobalto, lo zinco e il magnesio esistono all’interno di cellule viventi sotto forma di complessi biologici stabili, mentre il sodio, il potassio, i cationi più mobili, giocano un ruolo nella conduzione nervosa, ed il magnesio nel provocare la contrazione muscolare.

Qualunque sia la loro funzione fisiologica, gli ioni metallici seguono, nell’organismo, gli stessi processi metabolici dell’ossigeno e cioè accumulazione e trasporto di proteine sotto forma di metallo: mioglobina e emoglobina per l’ossigeno, ceruloplasmia per il rame. Enzimi della vitamina B per il cobalto, trifosfatasi e enolasi per i manganese ed il magnesio.

In tutti questi casi, il metallo rappresenta il centro attivo dell’enzima e l’attività cresce, con la concentrazione come cofattore, ma secondo una curava ad andamento iperbolico: quando la concentrazione del cofattore è bassa ed inferiore ad una certa soglia, la concentrazione del complesso attivo, enziomea-cofattore è bassa e varie proporzionalmente; quando la concentrazione del cofattore è superiore alla soglia, ogni enzima è abbinato al cofattore: l’attività è massimale e non varia più (legge di Michaelis Henry).

La forza catalitica di uno ione è quindi legata al suo potere di formare dei complessi con alcune proteine le quali, in mancanza della sua presenza, non costituiscono che un’apo-enzima o sottratto inattivo dell’enzima.

TERAPIA OLIGO-CATALITICA

CAMPI D’AZIONE E D’IMPIEGO

La terapeutica oligo-catalitica è innanzitutto indirizzata agli stati diatesici, cioè allo stadi reversibile che precede o che segue l’instaurarsi di disordini organici caratteristici.

Dall’insorgere di lesioni istologiche o di disturbi metabolici gravi, la terapeutica oligocatalitica non può essere che un elemento contributivo (a volte molto prezioso) tra i metodi classici.

I BASSI DOSAGGI UTILIZZATI NELLA TERAPEUTICA REGOLATRICE PER MEZZO DEGLI OLIGOELEMENTI HANNO A VOLTE FATTO CREDERE CHE SI TRATTAVA DI UNA VARIANTE DELL’OMEOPATIA.

Non è affatto vero, perchè:

•l’allopatia fornisce all’organismo, a dosi relativamente forti, gli elementi che gli mancano o quelli che gli permettono di combattere il sintomo con dei processi esempio)

•l’omeopatia, basata sulla legge dei simili, sollecita le risposte dell’organismo con una stimolazione specifica, utilizzando dosi infinitesimali (dell’ordine di 10 in generale)

Mentre:

La terapeutica oligocatalitica è una terapeutica con intento eziologico: l’introduzione del catalizzatore, con una concentrazione di alcuni gamma a millilitro ed allo stato di ione, è sufficiente per ottenere la regolarizzazione dei diversi circuiti metabolici che sono regolati dagli enzimi messi 

in causa durante lo stoccaggio ed il trasferimento dello ione considerato. Ne risulta che lo stesso elemento può avere il ruolo di fattore comune ad un numero di funzioni tanto diverse quanto sono diversi i corpi chimici che gli servono da esponenti. Questa terapeutica è quindi indirizzata ad ogni sintomatologia suscettibile di essere collegata ad una disfunzione metabolica, a suo stato diatesi cm o ad una sindrome de pre o post lesione reversibile e costituisce quindi la terapeutica funzionale per eccellenza.

OLIGOL FORME DI PREPARAZIONE

Prevalentemente gli Oligol sono preparati sotto forma di Gluconati perchè questo derivato organico presenta il massimo di vantaggi:

•facile dissociazione ionica,

•assenza dell’effetto irritante e tossico,

•perfetta stabilità nel tempo,

•facile integrazione nel ciclo metabolico normale,

•isotonia,

•gusto gradevole.

La somministrazione e l’utilizzazione di un elemento metallico pone dei problemi complessi per la scelta del derivato desiderato.

Anche se l’attività degli oligoelementi non dipende solo da questa scelta, è comunque questo uno dei fattori importanti della loro attività.

In soluzione sotto forma di sali metallici, gli oligoelementi hanno infatti un’attività molto variabile a secondo del radicale acido.

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